Un test per distingue se influenza è virale o batterica: in arrivo nel 2018

8 febbraio 20170
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Presto potrebbe essere disponibile un nuovo dispositivo in grado di distinguere tra influenza batterica e virale. Il test in grado di dare una risposta con una semplice puntura al dito in meno di dieci minuti, è stato premiato dalla Commissione europea e sviluppato dalla Minicare Hnl, progetto comune della svedese P&M Venge AB e dell’olandese Philips Electronics. Il costo iniziale dello strumento – che con molta probabilità sarà lanciato nel 2018 – è stato stimato intorno ai cinque euro. Il principale utilizzo sarà quello di evitare che il paziente sia curato senza l’uso inutile di antibiotici. Senza un piano d’azione, sottolineano dalla Commissione europea, l’utilizzo sistematico di questi medicinali e il conseguente sviluppo di microbi resistenti darebbe luogo da qui al 2050 a un milione di morti all’anno in tutto il mondo. Per questo il test ha ricevuto il premio Horizon, assegnato dal commissario per la ricerca Carlos Moedas, pari a un milione di euro.

“L’uso eccessivo e l’abuso di antibiotici costituisce una grave minaccia per la salute pubblica – ha commentato il commissario alla Ricerca Carlos Moedas – facciamo sì che i pazienti possano usufruire di questo dispositivo al più presto, in modo che gli antibiotici siano usati solo per infezioni batteriche e non per le infezioni virali, per le quali sono inefficaci e non necessari. Si tratta di un contributo per lottare contro l’aumento della resistenza agli antimicrobici”. Un altro premio, destinato alle Ong che combattono la minaccia per la salute umana rappresentata dalla resistenza agli antibiotici, è stato assegnato al Beuc, l’organizzazione europea dei consumatori, per la campagna “From farm to you”, che ha aumentato la consapevolezza delle cause della resistenza, come l’uso eccessivo di antibiotici per il bestiame e il loro utilizzo uso improprio nella medicina umana.

Proprio sul tema dell’antibiotico resistenza è intervenuta anche Beatrice Lorenzin, ministro della salute, in occasione degli “Stati generali sulla meningite”, organizzati oggi a Roma dalla Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali. “Abbiamo lavorato con la Direzione generale Prevenzione per realizzare il primo Piano contro i batteri multiresistenti – ha affermato – è stato un lavoro molto approfondito, fatto anche con ispezioni e analisi sul campo, che vedrà la luce tra pochissimi giorni”. SI tratta di un piano ad “ampio spettro” come ha spiegato la stessa Lorenzin, “che affronta innanzitutto il tema della messa in sicurezza delle strutture ospedaliere, quindi dei meccanismi di igienizzazione di ospedali e sale operatorie, anche con ausili innovativi, oltre che naturalmente con il rispetto delle regole base, come lavarsi le mani. Senza dimenticare il secondo aspetto: il consumo degli antibiotici. Esistono oggi grandi differenze a livello regionale, con aree del territorio dove il consumo è nella norma europea e aree in cui c’è un iperconsumo”.

“Il tema – ha concluso Lorenzin – è stato affrontato al G7 perché non riguarda un solo continente, è un allarme mondiale. L’antibiotico non si può prendere a casa da soli, senza una visita o una prescrizione medica. Bisogna fare un grosso lavoro”.