Editioriale Clinical Pharmacy Journal 238 – Gennaio 2026

10 gennaio 2026
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L’intelligenza artificiale è un argomento che anima le conversazioni di tutte le categorie professionali, tra cui i farmacisti.
Fino a che punto è possibile affidarsi all’IA? Quale tipo di “controllo” è necessario per evitare le “allucinazioni” dell’IA (informazioni false o inventate)?
La Federazione farmaceutica internazionale (FIP) ha pubblicato un documento di posizione sull’uso dell’IA nella pratica del farmacista. I principi di base del documento sono etica e uso responsabile. Si tratta di sfruttare lo strumento senza scavalcare il giudizio umano, per mantenere la relazione di fiducia che contraddistingue il rapporto tra farmacista e paziente/cliente. In sintesi, si chiede all’IA di fornire un supporto alle decisioni che, tuttavia, devono essere liberamente e consapevolmente assunte dal professionista sanitario nell’interesse del paziente.
Il decalogo etico della FIP sottolinea la necessità di prevenire le disparità nell’assistenza, garantire la trasparenza, dare priorità al giudizio professionale, tutelare la privacy, identificare le vulnerabilità dei sistemi di IA, affrontare le violazioni della sicurezza informatica, gestire le conseguenze indesiderate (riduzione dell’interazione umana, guasti algoritmici, ecc.), formare sull’IA, gestire le conseguenze di usi non approvati dell’IA e garantire la sostenibilità ambientale.
L’istruzione, in particolare, riveste la massima importanza, in quanto è il presupposto di tutti gli altri punti del decalogo. Purtroppo, a parte le dichiarazioni di principio, si sta facendo ancora troppo poco per garantire una formazione adeguata ai farmacisti.

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Valerio Cimino